San Quirico, Vignoni, Bagno Vignoni, nelle loro piccole pievi, nei loro simulacri religiosi, nel silenzio assorto della campagna, perfino nel tepore e nel vapore delle loro terme recano i segni di una spiritualità capace di evocare la presenza delle grandi figure mistiche che hanno abitato e attraversato questa terra.
Insieme alla dolcezza delle colline e al senso di pace che da questi luoghi promana, sono  testimonianza di questa spiritualità l’arte sacra e le feste religiose secolari.
Francesco di Assisi celebrò in Val d’Orcia le sue nozze mistiche con madonna Povertà, come ricordano la Legenda aurea di Jacopo da Varagine e il celebre dipinto del Sassetta, oggi conservato nel Museo Condé a Chantilly.
Caterina da Siena soggiornò alla Rocca di Tentennano e a Bagno Vignoni, immergendosi nelle acque termali della grande vasca medievale.
Il regista russo Andrej Tarkovskij, un poeta mistico del cinema, ha girato qui le scene più toccanti del suo capolavoro, Nostalghia. Anni prima, Franco Zeffirelli aveva scelto questi stessi luoghi per il suo Fratello Sole Sorella Luna.

I Luoghi della Spiritualità

La Cappella di Vitaleta

La cappella della Madonna di Vitaleta, una delle icone più fotografate della Toscana, si trova su una strada sterrata che porta da San Quirico d’Orcia a Pienza.

L’edificio religioso si presenta ad aula unica, con la facciata principale rivestita in pietra che si caratterizza per un piccolo rosone che si apre al di sopra del portale architravato; lateralmente, la stessa facciata è delimitata da lesene, una a destra e l’altra a sinistra, sulle quali poggia il frontone sommitale, nel cui timpano è collocato uno stemma gentilizio.

Le facciate laterali sono rivestite in pietra, così come la parte posteriore dell’edificio religioso alla cui sommità si eleva un campanile a vela con due celle campanarie contigue ad arco tondo.

Da essa proviene la statua della “Madonna” attribuita ad Andrea della Robbia, ora nella chiesa della Madonna di Vitaleta, che si dice acquistata nel 1553 in una bottega a Firenze. Ricordata per la prima volta in un documento del 1590, fu riprogettata sia esternamente che internamente dall’architetto Giuseppe Partini nel 1884, ispirandosi a modelli cinquecenteschi.

La Cappella è raggiungibile a piedi sia da San Quirico che da Bagno Vignoni. I percorsi sono inseriti nella app e nel sito Sentieri della Valdorcia

La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta

Costruita a partire dal 1080 sui resti dell’antico Battistero in travertino bianco e arenaria, la Pieve di San Quirico in Osenna, oggi Collegiata dei Santi Quirico e Giulietta, rappresenta uno straordinario esempio di romanico. L’esterno è caratterizzato dalla presenza di tre portali, di cui uno con protiro e telamoni datato 1288 e attribuito a Giovanni Pisano. Lo stesso artista fu probabilmente autore del campanile a vela, sostituito alla fine del XVIII secolo dall’attuale. A completare la facciata è un rosone decorato con motivi zoomorfi e vegetali. La pianta dell’edificio è a croce latina con un’unica navata. Al restauro del 1936 si deve il recupero dell’armatura policroma del soffitto a capriate, caratterizzato da formelle lignee con ornato senese. Degno di nota è il dorsale del coro con tarsie lignee rinascimentali, originariamente eseguite per il Duomo di Siena e poi acquistate dal Marchese Chigi per la Collegiata, e il polittico di Sano di Pietro, dipinto nel XV secolo espressamente per la Pieve di San Quirico d’Orcia.

Ospedale della Scala

L’Ospedale della Scala si trova di fronte alla chiesa di S. Maria Assunta. Era succursale del S. Maria della Scala a Siena e fu costruito come rifugio per i pellegrini. Nella loggia rimangono tre snelle colonnette e un pozzo nella corte che reca la data del maggio 1543.

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiamata comunemente di “Sante Marie” o Santa Maria ad Hortos in quanto era circondata dagli orti che diverranno gli “Horti Leonini”, era situata lungo la via Francigena in prossimità della porta Ferrea.

La sua costruzione risale probabilmente alla seconda metà dell’XI sec. L’edificio semplice e suggestivo in pietre squadrate di travertino è ad unica navata con piccola abside con coronamento ad archetti e mensole decorate con motivi di teste di animali. La copertura è a capriate lignee; è orientata verso nord-ovest dove si apre un piccolo portale. La parte più significativa è il portale sulla via Francigena che rivela numerose analogie con quello dell’abbazia di Sant’Antimo.

La Chiesa di San Francesco

La Chiesa, chiamata comunemente “della Madonna”, fu costruita sui resti del convento di San Francesco; il nuovo Santuario sorse tra il 1867 e il 1870. La facciata in filaretto di travertino ha un occhio sopra la porta di accesso. L’interno è ad unica navata con quattro altari laterali. Sull’altare maggiore è conservata la Madonna Annunciata attribuita ad Andrea della Robbia (inizio sec. XVI), traslata dalla cappella rurale di Vitaleta nel 1870.  Fra le opere l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, statue lignee policrome di Francesco di Valdambrino (inizio sec. XV); la Visitazione di Ventura Salimbeni (inizio sec. XVII); un Crocifisso di scuola senese (prima metà del secolo XV); l’Immacolata Concezione e la Predica di San Giovanni Battista (1597) dell’Empoli.

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