San Quirico d’Orcia è paese di origine etrusca, ma la prima menzione scritta è dell’anno 712. A partire dall’XI secolo, il borgo acquistò una crescente importanza per la sua particolare posizione geografica e per la sua collocazione sulla via Francigena. Nel 1155 Federico I Barbarossa vi si accampò per incontrare i legati di papa Adriano IV. Nel 1559, dopo la caduta della Repubblica di Siena, prestò giuramento di fedeltà a Cosimo I dei Medici. Nel 1667 il cardinale Flavio Chigi fu nominato marchese di San Quirico dal granduca Cosimo III dei Medici. Il suo territorio rappresenta il cuore della Val d’Orcia, paesaggio culturale  riconosciuto nel 2004 patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

San Quirico è uno degli esempi più notevoli di urbanistica medievale del Senese. La Collegiata presenta all’esterno tre portali. Il primo è un magnifico esempio di romanico.  Ancora di evidente gusto romanico, il portale di mezzogiorno attribuito a Giovanni Pisano. L’altro protiro unisce in un equilibrio mirabile gli stili romanico e gotico. Da ammirare, all’interno, oltre al trittico quattrocentesco di Sano di Pietro e agli elementi barocchi, il coro ligneo finemente intarsiato da Antonio Barili fra il 1482 e il 1502.

A fianco della Collegiata si erge il Palazzo Chigi, ora sede del Comune, voluto nella seconda metà del XVII secolo dal cardinale Flavio Chigi e progettato dell’architetto Carlo Fontana. Splendidi, nel cuore del centro storico, gli Horti Leonini, realizzati intorno al 1580 da Diomede Leoni. Di lì si giunge al «giardino delle rose», attiguo a S. Maria Assunta, una magnifica pieve romanica di cui si ha notizia a partire dal 1014.

Sulla piazza principale si affaccia la chiesa di San Francesco, detta chiesa della Madonna. All’interno si possono ammirare la bellissima madonna di Andrea della Robbia, qui trasferita dalla cappella di Vitaleta situata tra San Quirico e Pienza, e due statue lignee policrome attribuite a Francesco di Valdambrino.

A quattro chilometri a sud di San Quirico si trova Bagno Vignoni, centro termale noto per la sua «piazza d’acqua». Nel medioevo Bagno Vignoni godeva di grande fama e personaggi illustri come S. Caterina e Lorenzo dei Medici vi soggiornarono. Si affacciano sul panorama della Val d’Orcia le vasche romane ed il Parco dei Mulini. In posizione dominante sul panorama della valle, si erge la medievale Rocca di Vignoni. Al suo interno la pieve in stile romanico. Con il suo splendido isolamento è una vera oasi di pace e tranquillità.

Storia e tradizioni

San Quirico è di origine etrusca, ma la prima volta che se ne fa esplicita menzione nella storia è a proposito di una contesa sorta nel 712 fra la diocesi di Siena ed Arezzo, risolta definitivamente nel 1220 da Papa Onorio III che con una Bolla aggiudicò la Pieve al Vescovo Martino di Arezzo. A partire dall’XI secolo sempre più frequente si incontra il nome di San Quirico su documenti che ne testimoniano l’importanza crescente nell’alto medioevo per la sua particolare posizione geografica e soprattutto per l’influenza esercitata dalla Via Francigena che lo attraversava. Nel 1154 Federico I Barbarossa vi si accampò per trattare con gli ambasciatori di Papa Adriano IV la sua incoronazione ad imperatore. Dal 1167 fu sede di Vicariato Imperiale e nel 1205 i Rettori delle Città componenti la Lega Toscana vi tennero la loro prima Dieta per decidere le sorti di Montepulciano, quindi nel 1228 fu Corte Regia di Federico II. Località di confine tra la Repubblica senese ed i territori pontifici fu per molto tempo luogo di passaggio di eserciti, imperatori, papi ed uomini illustri. Successivamente subì la sorte di tutti i castelli legati alla Repubblica senese; dopo aver sofferto invasioni, saccheggi e distruzioni da parte di vari eserciti nel 1559 prestò giuramento di fedeltà a Cosimo I de’ Medici. Nel 1667 il Cardinale Flavio Chigi, nominato marchese di San Quirico, lo ebbe in feudo dal granduca Cosimo III dei Medici.

Visita la città

Partiamo dal nucleo antico, dove si trova la bellissima Collegiata, romanica, con due portali, uno del 1080, l’altro duecentesco; all’interno, trittico di Sano di Pietro. Accanto alla medievale Porta Nuova, gli Horti Leonini, cinquecentesco giardino all’italiana.

A fianco della collegiata e di fronte all’antico Palazzo Pretorio, nelle cui adiacenze sono anche visibili due caratteristiche medievali “porte del morto”, si erge l’immensa mole del palazzo fatto costruire nella seconda metà del sec. XVII dal cardinale Flavio Chigi. Vi lavorarono numerosi artisti del tempo fra cui Domenico Paradisi e Paolo Albertini.

Proseguendo per la piazza principale, incontriamo la chiesa di San Francesco, comunemente chiamata Chiesa della Madonna. L’edificio, che ha subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti, reca all’esterno qualche elemento di gusto gotico.

Da non perdere per la loro particolarità sono gli Horti Leonini, realizzati intorno al 1580 da Diomede Leoni. L’immenso giardino all’italiana, situato fra le mura castellane e la piazza principale del paese, si apre in una larga fuga prospettica che le aiuole di bosso, perfettamente geometriche, contribuiscono ad esaltare.

Seguendo il viale dei lecci, che costeggia il muro lungo via Diomede Leoni si giunge al Giardino delle Rose.

Altra tappa del nostro percorso è la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruita su un terreno donato nel 1016 all’Abbazia di San Salvatore. E’ una magnifica chiesetta romanica ad una sola navata, in cui la luce filtra appena attraverso le fenditure delle monofore ben disegnate nel travertino.

Di fronte alla chiesa di S. Maria Assunta si trova l’Ospedale della Scala. Era succursale del S. Maria della Scala a Siena e fu costruito come rifugio per i pellegrini. Nella loggia rimangono tre snelle colonnette e un pozzo nella corte che reca la data del maggio 1543.

Si consiglia di passeggiare per il centro storico in quanto la suggestività del borgo è data dalla tipicità dell’architettura medievale.